sabato 10 luglio 2010

La montagna

Campo Imperatore


Il Gran Sasso. Come si fa a spiegare a chi non è di qui, com’ è il Gran Sasso?
Da giovane lessi un libro (qualcuno potrà ricordarmi il titolo e l’autore) nel quale si chiedeva di immaginare di spiegare ad un cieco la differenza tra vino bianco e rosso. Provate a pensarci, come si fa?
Così, come si fa a spiegare quale sia la differenza tra il Gran Sasso e tutte le montagne abruzzesi e le altre bellissime montagne?

Oggi sono stata di nuovo a Campo Imperatore. Mancavo da due anni. Il cielo era terso: giornata ideale. Tirava un vento abbastanza forte per cui ho solo raggiunto il rifugio Duca degli Abruzzi e poi, in cresta, ho raggiunto “la Portella” per poi tornare.
L’emozione di vedere ancora l’altopiano delle Rocche, che da lì sembra un magnifico terrazzo, mi ha reso felice. E contavo come al solito tutte le cime. Il Velino spunta fuori in mezzo ad un imponente massiccio. Si vede nitidamente la Serra di Celano, poi c’è il magnifico Sirente e più in là la Maiella. In mezzo al Vado di Corno si scorgono le colline e all’orizzonte si percepisce il mare. Sulla destra spicca il Corno Grande, sulla sinistra Pizzo Cefalone e, solitario, Intermesoli.
Magnifico, magico direi. Alla Portella il vento voleva portarmi via.
Ho voluto ripercorrere tutto Campo Imperatore: i pascoli, gli stazzi, i piccoli laghetti. E ancora Fonte Vetica e poi Castel Del Monte con torre mozzata. Sulla strada che porta a Santo Stefano di Sessanio, ad un certo punto, alta e irraggiungibile si staglia la Rocca di Calascio. Stupenda. Santo Stefano è incerottata ma ancora incredibilmente affascinante.
Sulla strada le faggete, i pini, le roverelle e tanti coraggiosi ciclisti.
Campi di papaveri, ciliegi ancora non maturi, chiesette, rifugi, profumi e vento freddo.
Il mio Abruzzo è questo. Quello terremotato.
E non so spiegarlo a nessuno. Bisogna respiralo, lentamente, per assaporarlo e amarlo.
A chi non è di qui suggerisco di spendere un fine settimana in mezzo ai fiori di Campo Imperatore, di inoltrarsi sulle “dune” di Campo Pericoli, di affacciarsi dal Monte Camicia in mezzo alle stelle alpine e di arrivare da Rocca di Mezzo fino a Colle dell’Orso, per poter guardare gli immensi valloni appenninici. Poi ancora di andare sul Sirente: il balcone d’Abruzzo. E al Monte Amaro della Majella per volare. Perché l'Abruzzo delle montagne è immenso.

Capirete qualcosa di profondo di questa terra attraverso le sue montagne. Le stesse che da vari punti del cratere terremotato potrete ammirare, percependo di più la preziosità dell’Aquila e di tutti i suoi borghi.

Il mio Abruzzo è questo. Quello nascosto dalle montagne.
E mi chiedo cosa ci stanno a fare le New Town.

2 commenti:

  1. Si vocifera che con il materiale di risulta, si faranno anche le new mountains. Monte Maceria e Pizzo XX Settembre saranno le prime. Seguirà a breve Corno di Campo di Fossa.
    Stef

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  2. Montagne artificiali .........

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