domenica 7 marzo 2010

IL MIRACOLO AQUILANO


Dopo la pantomima dello sfondamento delle transenne, anche oggi siamo rientrati a Piazza Palazzo. Quelle montagne di macerie sembrano enormi.
Con le mani, con le pale, arrampicandoci, cadendo, sporcandoci, di mano in mano, abbiamo di nuovo dimostrato che le macerie non possono essere un affare per altri.
Le macerie sono nostre. Non solo simbolicamente, per rinascere, ma anche perché valgono soldi, e quelli sono nostri, perché nelle macerie sono nascosti tutti gli anni di sacrifici che abbiamo speso per comprare case.
Dov’è, dunque, il miracolo? Eccolo! Dopo solo due domeniche ora sappiamo di cosa si ha bisogno per completare il nostro progetto: una piccola ruspa, un vagliatore, camioncini.
Una ruspa ci occorre per movimentare quei cumuli divenuti oramai duri come cemento. A mano, poi, si possono smistare pietre e rifiuti di grandi dimensioni (sbarre di ferro, legno, elettrodomestici eccetera), il resto potrà essere filtrato attraverso un apposito vagliatore (in figura) che tolga di mezzo terriccio e piccole pietre, piccoli sassi e così via. Al di sopra del filtro resteranno coppi, mattoni e altro che possiamo smistare per riutilizzarli in seguito e riciclarli. Infine i camioncini ci occorrono per il trasporto dei materiali differenziati presso l’ASM che li condurrà al riciclo o in discarica, mentre un altro luogo ci occorrerà per accatastare mattoni e coppi e per la catalogazione delle pietre lavorate.
Oggi abbiamo portato alla luce qualche quintale di mattoni e coppi, ferro, legno (che ahimè mi dicono l’ASM non ricicla – chiederò lumi), pietre, plastica e materiale indifferenziato. Personalmente ho trovato una pietra lavorata bellissima, forse un vaso, non so, intarsiato e levigato alla perfezione (è stato messo da parte).
A completare il miracolo molte persone, davvero molte, hanno chiesto di potersi unire in cooperativa per fare il lavoro di smistamento. Sono persone disoccupate aquilane che chiedono di poter lavorare.
Di tutto ciò discuteremo in assemblea a Piazza Duomo mercoledì 10 marzo alle ore 18.00 e personalmente domani porterò queste semplici osservazioni all’architetto Fontana (presso ANCE ore 17.00).
In ultimo ringrazio tutti gli studenti fuori sede che oggi e durante le altre domeniche ho riconosciuto tra noi. Ci hanno aiutato e sostenuto. E’ ora che la cittadinanza tutta prenda una posizione netta per questi 8000 studenti che hanno dato fiducia alla città e all’Ateneo e stanno dimostrando, ogni giorno di più, di amare questa incredibile città. Non sono cittadini di serie B.

3 commenti:

  1. giulia di fazio15 marzo 2010 05:15

    semplicemente complimenti

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  2. giulia di fazio15 marzo 2010 05:16

    dire che noi studenti amiamo questa citta' e poco. ci appartiene al 100%

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  3. Grazie Giulia, tu sai che io la penso così

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