mercoledì 16 giugno 2010

MO' BASTA


Si susseguono stasera i numeri: 10mila, 20mila … ma a me non importa quanti eravamo: tanti tanti mi sono parsi. Non mi sembra sia mai successa una cosa così, in Italia, dopo una catastrofe naturale.

Tante persone hanno fermato me e gli altri amici dell’assemblea cittadina, semplicemente per dirci “grazie, grazie per quello che fate”. Sì grazie a noi, considerati ingrati da chi ci vuole annientare, mettere in un angolo, come persone fastidiose.
“Mo’ basta” c’era scritto sul il mio cartello. “Brava- mi dicevano- basta veramente e di tutto. Basta con le bugie, basta con i trionfi mediatici”

Ecco gli aquilani sono anche questo. Gente che sfila per 4 ore sotto il sole, si incontra, scherza ride e ascolta gli altri, senza intermediazioni di dichiarazioni giornalistiche. Basta con gli slogan, gridavano tutti.

E sì, perché con la conferenza stampa del giorno prima hanno provato a dividerci, un’altra volta: I cittadini abruzzesi non dovranno restituire le tasse, i cui versamenti erano stati sospesi, a partire dal 1° luglio: un emendamento alla manovra economica, infatti, consentirà di sospendere il pagamento, per le popolazioni colpite dal terremoto, fino alla fine dell'anno.

Tutti si sono resi conto che questa sarebbe solo una lenta agonia, invece che l’inizio della rinascita!
Così, composti, con bandiere nero-verdi, maglie variamente inneggianti la città, cartelli artigianali, gli aquilani hanno ordinatamente invaso le poche vie agibili della città. Per quattro lunghe ore. Nessun disordine, nessuna volgarità.

Mo’ basta, questo si voleva dire. E questo è il messaggio che è passato. Anche quando abbiamo invaso le corsie dell’autostrada: che soddisfazione! Ci siamo seduti a terra e microfono alla mano ci siamo ascoltati.

L’Aquila, la nostra L’Aquila, presa in giro, condannata a morte, da chi pensa e spera che con una comunicazione accuratamente studiata, si possa continuare a sottomettere l’intelligenza delle persone. Certo siamo dovuti arrivare al limite dell’esasperazione, ma poi ce l’abbiamo fatta. Contro ogni previsione.

Sull’autostrada, oggi, c’erano anche i passeggini. Per strada persone di ogni età ed estrazione sociale.

Si banalizzerà, dicendo che volevamo solo i soldi. Noi, invece, vogliamo un futuro per la nostra terra e non solo per i giovani, ma anche per gli anziani, numerosissimi alla manifestazione, che chiedono solo di poter avere una speranza, invece che cadere nella disperazione che li sta uccidendo.

Questa è L’Aquila, ora mi aspetto che anche l’Italia tutta sia arrivata al punto di non ritorno e che possa dignitosamente dire “Mo’ basta!”.

5 commenti:

  1. Giusi, per la seconda volta in due settimane L'Aquila mi regala la confortante sensazione di saperla ancora viva. Grazie. Di cuore.

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  2. E' stato bellissimo ritrovare tanti cittadini dell'Aquila, anziani, giovani, bambini, sfilare per strada. E vicino all'autostrada, tutti girare e tirare dritto x la rampa che porta a Roma. Bello a quando la prossima????

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  3. L'Aquila è viva. L'Aquila c'è.

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  4. io sono lontana ma mio figlio c'era! l'Aquila torna a vivere!

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  5. Secondo me non erano 10.000 persone.
    Se chiedessi, a chi dovesse leggere, quanti sono 100 metri in linea d'area, cosa risponderebbe?
    E mille metri?
    Ebbene: cento metri è la distanza tra le due fontane, con statua, in Piazza del Duomo (comprese le vasche).
    Le due fontanelle piccole, poste sui lati delle piazza, distano tra loro circa 40 metri.
    Dal Duomo, i palazzi di fronte distano circa 140 metri.
    In quanti sanno stimare correttamente queste distanze?

    - Cosa c'entra?
    - "C'entra perché ci cape!".

    E mille metri, quanti sono?
    Dalla Piazza fino ai Quattro Cantoni, saranno mille metri?
    No, dalla Piazza fino ai Quattro Cantoni sono circa 240 metri!

    Allora dalla Piazza fino alla Fontana Luminosa, saranno mille metri!

    Nemmeno: dalla Piazza alla Fontana Luminosa sono circa 600 metri!
    Ma allora, quanti sono, mille metri?

    Per "fare" un chilometro (mille metri) bisogna considerare un percorso che vada dalla metà della Villa Comunale, di fronte le scalette per Piazzale Paoli, fino alla Fontana Luminosa: questi sono mille metri!

    Quanto è larga, mediamente, la strada, in questo percorso, dalla Villa alla Fontana Luminosa?
    Non molto: in alcuni punti, come davanti la Standa, intorno ai 12 metri.
    Più su, verso la Cassa Di Risparmio, o il Credito Italiano, intorno ai 10 metri.
    Si allarga per un tratto, davanti a via Simonetto, o l'ex-CIT, dopo l'Albergo Centrale, e arriva a circa 13-14 metri, per avere una distanza massima, ai Quattro Cantoni, di circa 16 metri.
    Poi, dai Quattro Cantoni fino a Piazza Regina Margherita, si restringe di molto, credo non superi gli 8 metri. Che, più o meno, non si superano nemmeno poi, dopo Piazza Regina Margherita, da Palazzo Bonanni fino ad arrivare alla Fontana Luminosa.
    Quindi credo sia verosimile stimare una larghezza media, di questo percorso di un chilometro, ovvero partendo dal Monumento ai Caduti presso la Villa Comunale fino ad arrivare alla Fontana Luminosa, di 10 metri.

    Ognuno può verificare, ed eventualmente correggermi, utilizzando Google Earth.

    Ora, volendo immaginare file composte da 13 persone, che in dieci metri di larghezza voglion dire una densità per fila di oltre una persona ogni 80 centimetri, e volendo immaginare le file distanti tra loro, "centro testa - centro testa" un metro una dall'altra (distanza che ritengo ragionevole quando si cammina), per un percorso di un chilometro avremmo 13.000 persone.

    Voi l'avete visto questo percorso di un chilometro, dal Monumento ai Caduti della Villa Comunale fino alla Fontana Luminosa, pieno di gente disposta in file da tredici persone distanti, fila-fila, un metro una dall'altra?

    Per arrivare poi alle 20.000 persone, sullo stesso percorso di un chilometro, le fila dovrebbero essere composte addirittura da 16 persone (appiccicate un all'altra, meglio se abbracciate) e dovrebbero essere ravvicinate tra loro, "testa-testa", a meno di 80 centimetri (la larghezza di una porta o del lato corto di un tavolo)!
    Praticamente una calca.

    Può sembrare che io sia disfattista, ma la ragione di questa mia analisi, che tutti possono, naturalmente, confutare, sta nel fatto che "chi" vuol sapere come sono andate le cose, non lo va certo a chiedere all'oste: gli potrebbe bastare farsi due calcoli come ho fatto io.

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