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giovedì 3 marzo 2011

IL CONDOMINIO





E poi a L’Aquila capita che vai ad una riunione di condominio, il tuo vecchio condominio, e ti incazzi pure.
Si era assieme per approvare i progetti di ricostruzione e scegliere l’impresa che farà i lavori. Del mio condominio fanno parte circa 70 famiglie e 15 di queste sono rientrate subito, perché residenti in due palazzine di tre piani che non hanno subito danni da terremoto; le altre 55 siamo noi abitanti di 4 palazzi a 7 piani che hanno subito ingenti danni, riparabili.
Devo dire che ero contenta di rivedere tutti, anche se dagli sguardi ho subito compreso che sono tornati ad essere quelli di prima: l’antipatico, la pettegola, il rompiballe, il tirchio e così via. Ho preso posto vicino ad Assunta e ci siamo raccontate gli ultimi due anni, per lei, in un certo modo, disastrosi.
Inizia intanto la discussione che va più o meno bene, fino all’approvazione delle spese di condominio a consuntivo e preventive. Il nostro condominio è enorme e comprende anche cortili e bei giardini; abbiamo anche un portiere, il mitico Alessio, il nostro punto di riferimento, che dal 6 aprile non si è mai mosso, dormendo solo in guardiola: ha tenuto tutti i contatti, ci telefona per ogni comunicazione, ha sventato rapine e saccheggi, ha tenuto i rapporti con i vigili del fuoco, l’amministratore e tiene in ordine il nostro condominio. Da subito molti si chiesero se non fosse il caso di licenziarlo, ci opponemmo e decidemmo anche all’unanimità di fornirgli le ricariche telefoniche: 1200 Euro l’anno, cioè 17 Euro circa a famiglia l’anno, 1,42 Euro al mese.
Ebbene la discussione è stata incentrata per buoni venti minuti su questi pochi Euro: “Non mi telefona mai!!” “1200 Euro e chi è, il presidente della Repubblica?”. Cominciano a serpeggiare voci di licenziamento ed io dentro di me penso: se anche fosse inutile il portiere, sono fiera di contribuire alla permanenza di un posto di lavoro per una famiglia, in questa città terremotata, sono fiera di non essere come coloro che ora licenziano in attesa di riassumere, un giorno, tornata l’utilità; sono contenta di non trattare una persona come fosse una cosa. E sono certa che Alessio farà da “Direttore” dei lavori denunciandoci ciò che potrebbe andare storto con l’impresa: ha dimostrato più volte di essere attaccato al suo lavoro.
Poi certo, ha le sue simpatie ed antipatie e ne ha tutte le ragioni.

venerdì 20 agosto 2010

Ricordate?

L’assemblea dei cittadini a Piazza Duomo è la cosa più bella che abbiamo a L’Aquila. Ma langue inascoltata. Succede che per essere ascoltati, considerati, per avere voce in questa città, bisogna imporsi, in qualche modo.
Abbiamo obiettivi a medio termine (la legge di iniziativa popolare) , ma credo sia ora di delineare piccoli obiettivi a breve, brevissimo, termine. E li dobbiamo gridare e raggiungere. Perché la nostra città è sempre lì, abbandonata, tetra e buia.
Ricordate? Abbiamo iniziato sollevando il problema delle macerie. A distanza di mesi, il problema è sempre lì, davanti a noi e sotto l’obiettivo dei turisti del macabro. Penso sia ora di chiamare i responsabili del Comune e capire se le nostre proposte di lavoro “sulle macerie” sono state mai prese in considerazione.
Ricordate? Abbiamo chiesto a gran voce al Sindaco di indire la prima assemblea “plenaria” a Piazza Duomo per descriverci i piani di emergenza di cui il Comune dovrebbe essere provvisto. Non sappiamo nulla, lo sciame continua ……
Ricordate? La struttura tecnica di missione: da chi è composta? Chi sta lavorando, per cosa?
Ricordate? I quattro grandi esperti? Che stanno facendo? Con chi si confrontano?
E via così….. il CAS, la riapertura di “corridoi” nel centro storico, i soldi che ci sono e non ci sono..
Insomma, ci facciamo sentire?
Intanto sabato assemblea e consueta passeggiata per le vie del centro.

giovedì 22 luglio 2010

L.A.V.O.R.O.



Quando si parla di investimenti economici per far riprendere le attività lavorative, io vado un po’ in tilt. Perché sono una persona concreta e se dentro di me non mi faccio un esempio che possa illustrare il concetto, mi sembra di parlare di aria fritta

Ebbene per la ripresa delle attività lavorative a L’Aquila si possono fare cose concrete, alcune anche devolvendo le donazioni su specifici progetti.

Parlo dell’area Coppito, perché è qui che lavoro, ma chissà quante altre realtà esistono che potrebbero riprendere, se solo lo si volesse!
A Coppito ci sono alcune Facoltà dell’Ateneo e l’Ospedale Regionale. Ambedue gli enti si servivano della mensa: quella Universitaria e quella dell’Ospedale.
Le due strutture hanno subito danni e  nessuno si sogna di metterle a posto (dovrebbe essere la regione a pensarci). Conclusione: i pasti dell’Ospedale arrivano precotti da Roma, quelli per l’Ateneo, al momento, si consumano, tramite un buono, presso un privato.
Conseguenza? A parte l’inefficienza del servizio, il personale che si occupava di dette mense è stato licenziato o è in cassa integrazione.

“Prima il lavoro”, voleva dire ripristinare prioritariamente queste strutture e permettere alle persone di percepire lo stipendio, tra l’altro per un lavoro utilissimo.


“Prima il lavoro”, vuol dire detassazione dello stesso. Invece hanno imbrogliato tutti, anche chi ci guarda da lontano.

Dal primo luglio tutti stanno ripagando le tasse, tranne gli autonomi con “un giro di affari” inferiore a 200.000 Euro annui, non già il reddito, ma il giro di affari. Cioè più o meno le entrate, per di più degli anni precedenti al sisma.
Esempio: una rivenditore di alimentari  ha entrate che possono superare i 200.000 Euro l’anno, ma il reddito è di molto  inferiore, specialmente quello del 2009. Se ha riaperto i battenti lo ha fatto a sue spese perché lo Stato ha dato a queste categorie solo 800 Euro al mese per 3 mesi e ancora i danni non vengono risarciti. Questa ipotetica persona pagherà le tasse tutte e ditemi se in queste condizioni potrà riassumere personale che, tra l’altro pagherebbe tasse.
Insomma non  hanno ricostruito  le nostre case, ma le C.A.S.E., e non ci hanno permesso di ricominciare dal lavoro, ma dal L.A.V.O.R.O.: Lenta Agonia Verso Oscuri Reconditi Obiettivi.