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Madonna Fore, L'Aquila |
Tante cose
non le so e non le capisco. Tra queste, i famosi “cessi di Madonna Fore” che
neanche li possiamo chiamare cessi. Vabbè, sarebbero bagni pubblici. L’aspetto
nuovo, rispetto agli altri servizi pubblici di cui vi ho già parlato
(e sì mi tocca ogni tanto affrontare questo spinoso argomento) è che questi
sono in montagna. Vicino ad una chiesetta, cara gli aquilani, recentemente
ristrutturata dai danni causati dal terremoto.
Ad un certo punto della storia del post-terremoto, succede che qualcuno si accorge che la gente, le persone di ogni età, frequentano questo luogo: si tratta di percorrere a piedi una comoda stradina, in salita, per circa 1 chilometro e mezzo, e si raggiunge la chiesetta. Si staglia all’improvviso in fondo ad un largo spiazzo con tanto di pozzo e fontanella. Da lì si diramano moltissimi altri sentieri, tutti molto battuti.
Insomma si
decide che quello è un luogo caro agli aquilani, che li aggrega e, quindi, si
deve riqualificare. Specifico subito che questa montagna ha subito un
importante incendio, che quasi fa pena ora vedere tutti quei pini bruciati e, per di più,
da quelle parti, proprio dietro il convento di San Giuliano, il terremoto ha
aperto una voragine che interrompe un altro comodo sentiero: a 4 anni e mezzo
dal terremoto, è ancora transennato (ne ho scritto qui ).
Comunque, si parte con i lavori di riqualificazione e si
scava il sentiero della chiesetta per installare le luci. Fin qui potrei anche
non essere contenta, ma aspettate il bello deve ancora venire.
Partono
improvvisamente i lavori per costruire dei bagni pubblici nei pressi della
chiesetta: che uno si chiede subito “chi li pulirà?”, ma anche questo non è
esattamente il problema.
E torno all’inizio,
cioè a dirvi che non posso essere esperta di tutto, né capire a fondo ogni
cosa. Però, così, a naso, penso che quando si deve inserire un manufatto in un
ambiente, un ragionamento andrebbe fatto. Senza richiamare alla mente principi
base di urbanistica e progettazione, sempre a naso, penso che intervenire su un
tipico “ambiente incontaminato”, non è cosa banale. Insomma questo manufatto,
piccolo o grande che sia, un impatto ce l’ha. Un impatto visivo, ambientale,
spaziale, sensoriale. Quindi, per esempio, se arrivando alla chiesetta dopo una
mezz’oretta di cammino, la prima cosa che vedi sono i cessi, bè, diciamocelo,
qualcuno ha sbagliato il posizionamento, la grandezza, tutto, modificando l’impatto
visivo, l’ambiente, lo spazio ed infine la magia del posto.
E quindi
dove li hanno messi questi bagni pubblici? Non ci crederete, proprio lì appena
arrivi sullo spiazzo antistante la chiesetta. Ora dicono che finiti saranno
carini e quasi impercettibili e, anche se non ci capisco niente, non credo che
esista una vernice che li renda invisibili.
Cosa avrei
fatto io non lo so, certo è che lungo la strada che porta alla chiesetta ci
sarebbero stati posti più nascosti, ci sarebbero stati alcuni studenti di
ingegneria edile e architettura che sarebbero stati fieri di fare il progetto.
Gratuitamente.
Ma dice che meglio non si poteva fare ed io ho una sola domanda: “Peggio si?, come?”
Ma dice che meglio non si poteva fare ed io ho una sola domanda: “Peggio si?, come?”
Rimane anche
il dubbio riguardo ai permessi per fare una cosa del genere, ma poi qualcuno mi
chiede “Ma che te frega?”. Certo, basta
che c’è la salute. Che poi si conquista anche vivendo in un ambiente sano e
bello, dove ci sia rispetto, competenza e umiltà.
Dopo un
incontro della commissione apposita che doveva decidere se fermare i lavori, la
sentenza è stata emessa: i lavori per i cessi, pardon i bagni, continuano.
Così andando su per quelle montagne, potrò dire “Vado a fare una pisciatina a
Madonna Fore”.
Se fanno questo ad un luogo così ameno e caro alla città, perché mai dovrebbero far meglio nei quartieri, difatti dimenticati, dell’Aquila?
In attesa di
sapere, a questo punto, chi mai pulirà quei cessi, aggiungo un’altra
riflessione, anche se mi direte che sono cattiva: non è che tutta ‘sta
riqualificazione inutile ha secondi scopi? Tipo riqualificare un’area ( quella
all’inizio del sentiero) a futura lottizzazione?
Bah, che la Madonna Fore (che poi significa che sta “fuori” città), almeno lei, faccia un miracolo!
Bah, che la Madonna Fore (che poi significa che sta “fuori” città), almeno lei, faccia un miracolo!