Cronaca di una passeggiata a piedi, a L’Aquila: dall’Università,
area Ospedale regionale-Coppito, a Viale Corrado IV.
Mi avventuro alle ore 16 circa, armata di buona volontà e
ombrello. Arrivata alla rotonda sulla S.S. 80 (la rotonda dell’ospedale),
attraverso la strada e comincio a camminare sul marciapiede. Faccio presente
che è ancora giorno; di sera sarebbe impossibile camminare, lo si farebbe al
buio. Dopo pochi metri trovo il marciapiede occupato da autovetture in sosta e
passo su una piccola strisciolina rimasta libera (Foto 1).
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Foto 1 |
Poco dopo mi imbatto in un camioncino che occupa tutto il
marciapiede (Foto 2), sono quindi costretta a fare capolino per vedere se
arrivano autovetture, agito l’ombrello aperto in direzione della strada e
passo.
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Foto 2 |
Più in là mi scontro con una cassonetto:
incontreremo spesso cassonetti durante questa passeggiata.
Il percorso è dunque ad ostacoli, ma diventa pericolosissimo
quando si incontrano delle stradine sulla sinistra: non sono segnalate, non ci
sono strisce pedonali, ma la mia fortuna è che so che ci sono, quindi mi fermo,
mi affaccio prudentemente e passo. Ancora incolume. Arrivo alla rotonda di
Pettino dopo aver superato un altro cassonetto ed un’altra automobile
in sosta (Foto 3: mi scuso della qualità delle foto, ma sono state scattate con il
cellulare e di luce ce n’era poca).
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Foto 3 |
Il passaggio è stretto e dopo
averlo percorso non capisco dove devo attraversare, c’è una ragazza dietro di
me che ha lo stesso problema.
Ci provo e attraverso, anche se in mancanza di strisce
pedonali (Foto 4), la ragazza mi segue, ci guardiamo sgomente e cominciamo a
correre, le automobili sfrecciano in qualsiasi direzione.
Foto 4 |
Approdiamo finalmente sul marciapiede. Mi sembra che tutto
sia leggermente più civile, ma dura poco. Sul lato opposto della strada vedo
una pensilina dell’AMA (foto 5): a tenerle compagnia i soliti cassonetti,
stavolta colorati.
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Foto 5 |
Ben presto il marciapiede diviene una piscina (foto 6),
zigzagando supero anche questa difficoltà e mi sembra di essere su “Giochi
senza frontiere”.
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Foto 6 |
Più in là il marciapiede è asciutto ma nelle condizioni che
vedete in foto 7, non è un’opera futuristica.
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Foto 7 |
Giungo così al “Motel Agip”: conoscendo la situazione attraverso appena prima, mi tuffo all’interno del distributore di benzina e esco sulla S.S. 17 dove un fiume di automobili aspetta solo me. Comincio a fare svariate smorfie, alla fine quando giungo le mani in segno di preghiera, qualcuno si ferma e mi fa passare: attenzione ora sono in mezzo alla carreggiata dove, grazie al mio ombrello proteso minacciosamente, un altro automobilista si ferma e mi fa passare, suonando il clacson simpaticamente.
Finalmente sono sul marciapiede. Dove a sbarrarmi la strada
incontro segnali e cassonetti vari (Foto 8).
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Foto 8 |
Noto anche che le strisce pedonali,
bianche o gialle che siano, sono assolutamente invisibili.
Continuo imperterrita e mentre passo accanto alla prima
grande rotonda di Viale Corrado IV, noto che di fronte stanno demolendo un
palazzo: non mi sembra che vi sia il dispositivo ad acqua per l’abbattimento
polveri e deduco che magari è perché minaccia di piovere.
Quando arrivo alla FIAT mi sento salva. Ritiro l’automobile
che ha effettuato il tagliando, salgo in macchina, mi immetto sulla seconda
rotonda di Viale Corrado IV e penso:
«Da
grande voglio fare il pedone».
Sì il pedone. Se riuscissi ad essere pedone, vorrebbe dire
che qualcuno ha tenuto conto di me, di una persona, di un cittadino, di
migliaia di cittadini che vorrebbero vivere in una città a loro dimensione.