lunedì 13 dicembre 2010

Frasi famose (prima puntata)




Per mantenere la memoria......

Berlusconi: ricostruiremo una nuova città in 28 mesi [7 aprile 2009]

Berlusconi: Bisogna prendere questo come un camping da fine settimana [9 aprile 2009]

Berlusconi: Sto cercando casa a L'Aquila [luglio 2009]

Bossi: La ricostruzione procede spedita, meglio che in America. Gli aquilani devono avere pazienza, la città rinasce. [agosto 2009]

Berlusconi: Settantuno chiese saranno restituite al popolo dei credenti, altre abitazioni antisismiche e una nuova casa dello studente [novembre 2009]

Berlusconi: Tutte le case realizzate qui sono case per il futuro. Qui è tutto in costruzione e per la primavera sarà immerso nel verde grazie ai prati e agli inserimenti arborei, così sembrerà che il villaggio abbia già qualche anno di vita. [novembre 2009]

Berlusconi: Cercate prima di diventare medici, avvocati e ingegneri e poi, magari interessatevi alle cose che servono per la vostra città e per il vostro paese [ Gennaio 2010 – ai bambini di una scuola elementare]

Berlusconi: In tempo record, abbiamo aiutato 65 mila vittime abbiamo ricostruito un'intera città per coloro che hanno perso le loro case. Abbiamo anche ricostruito tutte le scuole distrutte. [16 settembre 2010- Le Figarò]

Berlusconi: Per il centro dell’Aquila stavamo portando via le macerie, il Consiglio Comunale dell’Aquila con una delibera ce lo ha impedito [Oggi al Senato]

Chiodi: Il masterplan della città è riservato [6 aprile 2010]

Prestigiacomo: “Nei prossimi giorni comincerà l’operazione di trasporto delle macerie nei tre siti di stoccaggio già individuati e in un quarto che si sta definendo. Entro pochi mesi le macerie saranno solo un ricordo e per il centro dell’Aquila potranno avviarsi i restauri.” [7 marzo 2010]

Chiodi: Due anni e le macerie saranno completamente rimosse, come dopotutto lo stesso ministro Prestigiacomo aveva anticipato in una sua recente visita a L’Aquila. [7 aprile 2010]

Chiodi: le macerie verranno rimosse man mano che la ricostruzione andrà avanti [novembre 2010]

Bondi: Possibile ricostruire il centro storico di L'Aquila se si lavora insieme [settembre 2010]

Vespa: Per piacere date l’idea che questi puntelli vengano via via smontati e che il centro torni a vivere! [dicembre 2010]


mercoledì 8 dicembre 2010

L'Immacolata


Da un paio di giorni sono nervosissima, dormo male, mi arrabbio con facilità, più del solito insomma. Così stamane, sono arrivata in centro per addobbare l’albero di Natale con un umore che non era proprio quello giusto.
E così, anche per non smentirmi mai, ho suggerito ad alcuni amici di andare a portare un po’ di addobbi in zona rossa. Detto, fatto.
Transenne che si aprono, militari che cercano di fermarci e chiamano i carabinieri, la digos che ci segue. Come al solito. Piazza Palazzo, Piazza dei Gesuiti e Piazza San Pietro. Un colpo al cuore, ancora una volta.
Il palazzo scoperchiato, la chiesa mozzicata, le pietre a terra, il leone protetto. Le macerie, quelle che dovrebbero essere portate via a mano a mano (quando?), i quadri appesi alle pareti, i portoni che vomitano ancora sassi e poi una fontana messa in sicurezza, transennata, chissà perché.









Sono nervosa sì, quando sento che dopo 20 mesi il nuovo responsabile della Protezione Civile dice che, per questioni di sicurezza dei cittadini, saranno ricostruite le chiese, ma le case no, perché è prioritaria la sicurezza. E riesce a citare anche studi scientifici, mandando in sollucchero chi da tempo lo dice!
Cosa significa? Non è vero forse che ci sono tecnologie all’avanguardia? Tecniche di costruzione innovative?
No, non è questo il problema, la questione gira attorno ai soldi che non ci sono e allora, dopo 20 mesi, ci si aggrappa a tutto.
Una città d’arte, un capoluogo di regione, rischia seriamente di non venir ricostruita e la nuova L’Aquila, quella sicura, già c’è, sparpagliata in 19 costosissime new town.
Così alla rabbia si è sostituita la pena, sì, ho sentito pena per me stessa. Perché imperterrita e felice entro nella mia città, a portarle fiori e addobbi. Come se servisse a qualcosa.

E allora oggi più che mai RIAPRIAMO LA CITTA’, SMILITARIZZIAMOLA E FACCIAMOLA NOSTRA. Non sia mai detto che, siccome diroccata e ferma, non ci piace più.

martedì 7 dicembre 2010

Il primo regalo del nuovo anno

Ricevo oggi per posta elettronica dal Direttore amministrativo del mio Ateneo:


A partire dal 1 gennaio 2011 prende inizio la riscossione dei tributi non versati dal 6 aprile 2009 al 30 giugno 2010. La riscossione avverrà senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento del dovuto in massimo 120 rate di pari importo.
E’ possibile  chiedere al sostituto d’imposta di trattenere l’importo dovuto dallo stipendio il quale provvederà al relativo versamento.
A tal fine  è stato predisposto un modello da utilizzare che dovrà essere rispedito, debitamente e chiaramente compilato, al Settore VI Contabilità del Personale.
Per il calcolo delle imposte sospese nell’anno 2009 sarà necessario consultare il mod. CUD 2010 redditi 2009  già inviato per posta elettronica (i punti sono specificati nel modello da compilare e nell’ allegato 2)
Per il calcolo delle imposte sospese nel 2010, relativamente agli stipendi, sarà necessario consultare i cedolini  da gennaio a giugno 2010 (i punti sono specificati nel modello da compilare e nell’allegato 2).
In caso di ulteriori redditi di lavoro dipendente o assimilato diversi dagli stipendi, percepiti da gennaio a giugno 2010,  l’imposta sospesa deve essere sommata a quella di cui al punto precedente.
Per richieste relative a copie di cedolini dovrà essere utilizzato l’indirizzo mail.......

Le richieste di rateizzazione saranno caricate sulle retribuzioni del mese successivo a quello di invio.  Non  potranno essere  versate rate in ritardo. Così, ad esempio, se il modello compilato viene inviato all’ufficio competente nel mese di marzo 2011 le trattenute saranno inserite sullo stipendio di aprile 2011 e le rate di gennaio-marzo 2011 dovranno essere versate autonomamente dall’interessato.
Si consiglia di avvalersi dell’assistenza di un CAF o di un professionista abilitato.
Eventuali variazioni dipendenti da successive disposizioni legislative verranno prontamente comunicate.
Si allegano:
  1. Modulo di domanda
  2. Esempio di compilazione della richiesta
  3. Tabella dei codici catastali dei Comuni




                                                                                                                           

domenica 5 dicembre 2010

Berlino, 5 aprile 2009

Questo post fa parte di una delle mie vite precedenti, quella prima del 6aprile 2009, la mia seconda vita. Scrivevo questo alle ore 21.30 del 5 aprile 2009. Ero appena tornata da Berlino. Era domenica, come oggi. Le 309 vittime, come me, erano a casa. L'Aquila era una città meravigliosa.


Ho avuto un’idea. Geniale.
Paghiamo ai nostri politici/amministratori delle gite educative nelle altre città europee. Cosa significa? Che vanno lì, come fossero dei turisti e, in incognito (tanto all’estero non li conosce nessuno) se ne vanno in giro per la città. Così, per esempio, potranno vedere che a Berlino ci sono ben 9 linee di metropolitana, più alcune (penso almeno 12) linee di superficie che fanno il giro della città e alcune di queste vanno in continuazione da est a ovest attraversando la nuova stazione (tutta in vetro e con fotovoltaico integrato quindi completamente indipendente dal punto di vista energetico), e la famosa Berlin-Friedrichstraße che è una delle stazioni più centrali assieme a Hauptbahnhof e la Potsdamer Platz ed ha segnato per anni il confine tra Berlino Est e Ovest. Tutti i treni passano ogni 5 muniti e la sera ogni 10 o 15 minuti. Senza contare i bus e i tram.
Così un qualsiasi politico, ovunque si trovi, anche se all’aeroporto, può salire su un treno ed arrivare dove vuole comprando un biglietto da 2 Euro e 10 centesimi che vale per due ore. Qualsiasi mezzo si prenda e qualsiasi numero di corse si faccia. Inoltre, in ciascuna macchinetta per fare i biglietti (funzionano tutte) si possono fare biglietti giornalieri (6,10 Euro) o per turisti da 72 ore (che comprendono anche qualche museo) e così via. Sui treni, che non hanno divisioni di vagoni, ogni tanto passa una persona in borghese che esibisce il tesserino e controlla i biglietti.
Il nostro amministratore rimarrà sbigottito di come le stazioni sono belle, pulite e non pericolose, vedrà biciclette salire sui treni senza dover pagare di più. Andando in giro si stupirà di come la città è pulita: non ci sono cartacce in giro, né bottiglie, men che meno cacche di cane; non si vedono barboni, pulisci vetro, bancarelle abusive, venditori ambulanti; solo ogni tanto qualche bravo musicista in un angolo che suona chitarre, fisarmoniche, flauti …… e se si vuole gli si può offrire qualcosa.
Il politico/amministratore non potrà fare a meno talvolta di prendere il Taxi: per arrivare all’aeroporto non dovrà contrattare, pagherà 30 Euro, non troverà traffico e non perderà il volo.
Non potrà fare a meno di arrivare a Potsdamer Platz e guardare quelle forme architettoniche audaci con gru dappertutto che costruiscono in continuazione cercando di colmare il divario est-ovest. Nessun manifesto contro le nuove costruzioni, nessun movimento e/o politico che vuole cambiarle, solo gente contenta che si aggira e va al cinema, al teatro o in qualche bel museo.
Che altro? In albergo per 38 Euro a notte e a sole 10 fermate da Potsdamer Platz avrà la colazione compresa e che colazione! A parte il caffè.
Ad un certo punto l’amministratore/politico cercherà un cassonetto e non ne troverà neanche uno, neanche in periferia e non troverà sacchetti abbandonati o mucchi di cartone vicino agli esercizi commerciali. Solo alla periferia Est troverà due campane per la raccolta differenziata una per il vetro bianco e l’altra per il vetro colorato. Vedrà una Università immersa nel verde raggiunta da migliaia di studenti tutti in bicicletta sulle piste ciclabili, che sono ovunque in città; nel cestino posteriore della bici vedrà che le persone portano borse e zaini non legati senza quindi, apparentemente, aver paura che qualcuno le sottragga.
Dopo qualche giorno e solo dopo aver visto tutto ciò il nostro politico/amministratore penserà: ma questa è Berlino, ha una storia particolare, deve riscattarsi, dimenticare e quindi è ovvio che sia così, chissà! Tutti i soldi della Germania saranno qui. Allora potremmo inviarlo a Heidelberg e quando dirà che è una città antica, lo invieremo a Friburgo, a Kassel …. Se dirà che sono città di medie dimensioni lo invieremo a Bonn e poi persino a Passau.
Quando sarà solo un po’ incuriosito, potrà incontrare il suo corrispettivo tedesco e chiedergli come ha fatto.
Basterà copiare!!
Allora tornerà in Italia, a Roma, e atterrerà a Ciampino. Dovrà prendere l’autobus per la Stazione Termini e impiegherà un tempo variabile. Anche fino ad un’ora e mezza, perché dovrà affrontare il traffico cittadino. A volte passerà 20 minuti alla Stazione Termini a soli 100 metri dalla fermata ma non potrà scendere. Vedrà nel suo piccolo viaggio cittadino, le entrare della metropolitana tutte sporche, non illuminate, e piccole piccole, cartacce ovunque, sentirà l’autobus sobbalzare ad ogni buca, tante buche (e ricorderà le strade tedesche perfette), vedrà milioni di cassonetti, tutti traboccanti e barboni intenti a cercare qualcosa, vedrà milioni di venditori ambulanti, gente che non si allontana neanche un centimetro dalle proprie valigie, bottiglie di vetro, marciapiedi occupati da bancarelle …. Poi scenderà dall’autobus e sentirà un puzzo di urina impressionante e in ogni piccola fessura e finestra cieca troverà immondizia, pesterà miriadi di cacche di cane, vedrà gente dormire per terra. Allora prenderà l’autobus per L’Aquila (dopo avere attraversato una metropolitana puzzolente, brutta e pienissima di gente e borseggiatori pagando 1 Euro per un biglietto che vale 75 minuti, ma una sola corsa metro) e gli occorreranno almeno 40 minuti per arrivare al casello autostradale che dista appena 10 chilometri. Si addormenterà e sognerà la Porta di Brandemburgo. Poi si sveglierà per i sobbalzi dell’autobus che nel frattempo è giunto a L’Aquila. Vedrà sulla sua sinistra prima del Famoso Hotel “Agip” una costruzione tipo capannone con il tetto di vecchio Eternit. Si girerà e vedrà zone incolte (ricorderà solo allora dei giardini e dei parchi fioriti di Berlino, Parigi, Monaco, Lione, Kassel, Amsterdam, Copenhagen…..) passerà con un certo imbarazzo sui binari della metro, e cercherà di non guardare i cassonetti sui marciapiedi e i sacchetti e le cartacce in giro dappertutto.
Poi scenderà dall’autobus. E anche se non farà nulla,
perlomeno saprà che un altro mondo è possibile.

sabato 4 dicembre 2010

Ju Boss, i gioielli, i tabacchi, il caffè e l’albero

Era l'8 dicembre dello scorso anno. L'albero di Natale lo rifacciamo ancora, ci vediamo mercoledì prossimo ai Quattro Cantoni (ho conservato tutte le palline dello scorso anno) 

Una lista di ingredienti che oggi hanno “fatto” una città.
Al di là delle case e casette, dei viaggi e dei disagi, delle polemiche e dei proclami. La città era lì a Piazza Regina Margherita.
Ci siamo abbracciati, abbiamo brindato, ci siamo raccontati e siamo tornati quelli di sempre. In un angolo di città. La nostra città.
Sotto la solita pioggerellina, a parlare delle nostre solite aiuole dimenticate, delle nostre vite, spezzate perché non condivise.
Un bicchiere di vino, una vetrina scintillante e un albero. Tanti addobbi, tante foto. Un vortice di emozioni dimenticate.
Alcuni messaggi lasciati in una scatola. Tra cui uno di Valentina che ci ricorda la nostra “Principessa L’Aquila” ed augura a tutti gli abitanti del “suo regno” di godere un po’ di serenità, data dalle piccole cose. Perché Valentina ricorda che è bello oggi poter ancora aspettare il Natale.
Una grande forza si è sprigionata da quella piazza, quella dei cittadini che si riconoscono nel proprio centro, in abitudini mai dette, nei palazzi rattoppati. Tutti, dico tutti, desiderano riconquistare le loro strade.
Natale arriverà, come sempre e come sempre avremo un luogo per incontrarci, piccolo o grande che sia.
Poi arriverà Capodanno e conquisteremo un altro pezzo di noi.
Quessa è L’Aquila, frà.

Giusi Pitari

venerdì 3 dicembre 2010

Lettera di una giovane aquilana

SCRIVE PAOLA, UNA MAMMA AQUILANA:
Ieri mia figlia di 10 anni era a casa a causa di un malanno di stagione e visto che le era stato impedito di utilizzare qualsiasi mezzo informatico, elettronico e televisivo, non le è rimasto altro che leggere o scrivere.
Dopo aver letto un pò ha deciso di scrivere una "sceneggiatura" ed ecco quello che ne è uscito (riporto parola per parola così come lei ha scritto senza aggiungere, nè togliere, tantomeno correggere)

2/12/2010 ore 17,30.
Due amiche che non si vedono da un pò di tempo si incontrano per caso un lunedì mattina nel mezzo delle bancarelle di piazza d'uomo.
Jessica: ciao come stai?
Erika: ciao. Io bene tu?
Jessica: anch'io. Io sto bene grazie, ci prendiamo un caffè?
Erika: si volentieri.
Jessica: Allora andiamo.
Erika: Ok ma a quale?
Jessica: a quello a capo piazza per te va bene o no o ai una preferenza?
Erika: no no va bene no volevo solo sapere.
Jessica:ok allora andiamo che sennò si fa tardi io poi devo andare a preparare il pranzo e ci metto un pò.
Dopo aver preso il caffè ed aversi raccontato tutto ciò che ra successo dall'ultima volta che si erano viste si abracciano e si ripromettono di rivedersi al più presto possibile.
Questa sarebbe una storia comune ovunque vai ma non per le due amiche. Se loro non vivessero una in una palazzina anonima e l'altra in un albergo della costa.
La loro città, L'Aquila, non non ha più un cuore dove incontrarsi.

giovedì 2 dicembre 2010

FERMATEVI !


Si susseguono a L’Aquila svariati eventi disastrosi, naturali e non. E così capita che tra di noi ci si scambiano battute e si ironizza, un po’ per scaramanzia un po’ “per non morie”.
Ma davvero cosa sta succedendo?
Nonostante differenti  calamità naturali si stiano scagliando sul nostro territorio mettendo in evidenza tutti gli errori e le speculazioni di questo territorio, la cosa che mi spaventa di più è la completa mancanza di una visione d’insieme. Insomma è come se la logica dell’emergenza fosse l’unica possibile.
Questa mia città, seppur transitoria (speriamo) è una vera schifezza. Perché non si sta facendo nulla di provvisorio: tutto appare invariabilmente definitivo. Senza un progetto. Vedo sorgere ogni cosa: da case di legno, a case con tetti di legno, scavi per nuovi centri commerciali, case di colori improbabili, ma, soprattutto si fanno un mare di rotonde. Scherzando, tempo fa, si diceva: “Diventeremo la città delle 99 rotonde” e,  pian piano, ci stiamo riuscendo.
Così ai posteri lasceremo tante rotonde, incolte e ingombranti.
Per esempio, al posto delle due rotonde che portano al frequentato centro non storico, ma commerciale, non si poteva fare una sopraelevata? 
Si vabbè, avremmo impiegato più tempo (forse), ma avremmo anche potuto farla avveniristica, con l’aiuto di qualche architetto. Avremmo potuto dotare l’incrocio di una passaggio pedonale…. ma si sa, per ora siamo in emergenza traffico, quindi risolviamo (??????) quello, ai pedoni ci pensiamo poi.

Siamo costretti ad usare l’automobile, per forza. Provate ad uscire dal progetto C.A.S.E. di Cese per andare alla vicina edicola o al bar!! E’ impossibile, il traffico è pauroso e il marciapiede appena accennato; per non parlare dell’illuminazione, peggio di un presepe!
In questa matassa il cui bandolo neanche si cerca, la Giunta Comunale approva un progetto di Bike Sharing (10.11.2010): cicloposteggi integrati con il trasporto pubblico e biciclette elettriche per incentivare gli spostamenti con mezzi sostenibili in strade insostenibili!
Per l’occasione il Sindaco ha dichiarato: Siamo in presenza di un ulteriore passo in avanti verso una città più moderna, funzionale e sostenibile, attenta alla qualità della vita e alla tutela dell’ambiente.
A guardarla oggi terremotata, alluvionata, buia, incasinata, deturpata, con pannelli fotovoltaici sulle nuove C.A.S.E. che non si sa se e come funzionano, a me viene in mente solo un pensiero: 

FERMATEVI! 

Chiamate qualcuno che sia bravo, ma bravo bravo (tra i cittadini aquilani ce ne sono a bizzeffe): ci vorrà un anno, ok, ci fermiamo e ricominciamo daccapo.