domenica 1 aprile 2012

Una storia lunga, o forse troppo breve (di Luigi Fiammata)

Dal mio amico Luigi Fiammata: leggete fino in fondo.

Trentuno ottobre 2002.
Terremoto di San Giuliano di Puglia. Muoiono 27 bambini e una maestra.
Mancano 2350 giorni.

La prevenzione del rischio sismico è attività complessa. E ciascuno degli attori istituzionali dovrebbe avere un ruolo preciso e un coordinamento altrettanto preciso. E risorse finanziarie sufficienti. E ciascuno degli attori istituzionali dovrebbe resistere alle pressioni di chi vorrebbe meno vincoli, che significano costi più bassi di costruzione e maggiore libertà di edificare su qualsiasi terreno.
Affidare alla sola Protezione Civile l'attività di prevenzione, significa deresponsabilizzare chi dovrebbe avere il governo del Territorio.

Il Parlamento italiano avvia una indagine conoscitiva sul rischio sismico in Italia. E, in sede di Commissione di indagine, l’ 11 dicembre 2002, l’Assessore alla Protezione Civile della Regione Abruzzo, capofila per le materie della Protezione Civile nell'ambito della Conferenza delle Regioni, Giorgio De Matteis,  dichiara che sarebbe opportuno spostare tutta l’attività di prevenzione del rischio sismico sulla Protezione Civile, che non dovrebbe quindi intervenire solo nella gestione dell'emergenza, e che sarebbero opportuni provvedimenti legislativi in tal senso, chiarendo anche il problema delle competenze delle Regioni ed evitando il sovrapporsi di strumenti legislativi contraddittori.

Oggi, la prevenzione del rischio sismico è affidata ad una Commissione di esperti istituita con Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 19/1/2010; la Commissione è stata nominata dal Presidente del Consiglio Monti   con Dpcm del 23 dicembre 2011; secondo l’Ordinanza del 2010, la Commissione,  entro 30 giorni dalla nomina,  avrebbe dovuto definire  gli obiettivi ed i criteri per l'individuazione degli interventi per la prevenzione del rischio sismico.
Io, oggi,  non sono a conoscenza dei risultati del lavoro di questa Commissione.


Il 20 marzo 2003 viene pubblicata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3724, che introduce una nuova normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica, più severa che in passato, e che introduce  tecniche costruttive più avanzate,  e che da’ alle Regioni il compito di inserire i singoli Comuni del loro Territorio nelle varie zone sismiche e sei mesi di tempo per verificare la situazione degli edifici ritenuti strategici.  Nella proposta dei criteri di individuazione delle zone sismiche, L’Aquila resta classificata in “zona 2”, in una scala in cui, rispetto alle vecchie classificazioni che prevedevano 3 zone,  ne prevede 4, di cui la prima è quella a maggiore pericolosità.
Mancano 2265 giorni.

Il 4 giugno 2003, la Protezione Civile sente il bisogno di pubblicare una Nota Esplicativa dell’Ordinanza n. 3724. Sente il bisogno di spiegare che l’Ordinanza è valida sin dalla sua pubblicazione; che sono le Regioni, che possono cambiare la classificazione sismica proposta per i Comuni; che le nuove norme tecniche sono immediatamente vigenti, in particolare per le opere considerate strategiche ( esistenti e in costruzione ). La Protezione Civile spiega che devono essere considerate strategiche tutte quelle situazioni ( edifici e opere infrastrutturali ), il cui collasso può causare rilevanti danni: le Regioni entro 6 mesi devono individuare quali siano le situazioni strategiche, e avviare una ricognizione della situazione che durerà cinque anni.
Verrebbe da chiedersi da dove nasca il bisogno di spiegazioni: in fondo una norma dovrebbe essere scritta bene e senza equivoci. Forse.
Mancano 2198 giorni.

Con un Decreto, del 21 ottobre 2003, la Protezione Civile spiega cosa si intenda per situazione di interesse strategico di carattere statale, sia essa edificio o opera infrastrutturale. La Protezione Civile, si mette così, “in regola”, rispetto alle indicazioni della Ordinanza 3724. Mancano 2059 giorni.
La Giunta regionale Abruzzese lo fa il 29 marzo 2005, con una propria Delibera, la numero 438, e pubblica un elenco  delle categorie di edifici e opere infrastrutturali di interesse strategico, di competenza regionale, la cui funzionalità, in caso di eventi sismici, assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile.


Ma, il 22 gennaio 2004, la Protezione Civile avverte la necessità di aggiornare le nuove norme tecniche per le costruzioni proposte con l’Ordinanza 3724 di meno di un anno prima, e costituisce perciò un Gruppo di Lavoro, di cui fanno parte tra gli altri, il Prof. Gianmichele Calvi, della Fondazione Eucentre, nata nel 2003 su impulso anche della Protezione Civile; il Professor Edoardo Cosenza, oggi Assessore Regionale in Campania alle Opere Pubbliche; il Professor Mauro Dolce.
Mancano 1967 giorni.

E, subito dopo, è il Ministro delle Infrastrutture Lunardi a costituire un Gruppo di Lavoro, con un Decreto il 28 gennaio 2004, con il compito, entro il 30/6/2004, di costruire un Testo Unico della Normativa Tecnica delle Costruzioni.
E’ l’avvio ufficiale del conflitto istituzionale di attribuzione delle competenze. A chi spetta costruire una nuova normativa antisismica ? Alla Protezione Civile, o al Ministero delle Infrastrutture ? Immagino che le faglie in movimento siano attanagliate da questo dubbio. E immagino anche, che sia un interesse preciso delle Aziende edili, tra cui quelle riconducibili alla passata attività del Ministro Lunardi, avere norme precise e inequivocabili.
Mancano 1960 giorni.

Si aggiunge un terzo attore del conflitto istituzionale: la Conferenza delle Regioni. Alla Regione Abruzzo , e precisamente all’Assessorato regionale alla Protezione Civile Giorgio De Matteis, coadiuvato dal Direttore Regionale alle Opere Pubbliche  D’Ascanio è affidato l’incarico di coordinare i lavori della Conferenza in materia di Protezione Civile. L’Abruzzo è Regione capofila.

E, il 26 marzo 2004 con una lettera di Giorgio De Matteis si precisano i termini del conflitto.
Si dichiara che la situazione che si è venuta a determinare è quella di una sostanziale inapplicabilità delle nuove norme tecniche, pur essendo in una fase transitoria ( fino a settembre 2004 ), prima della reale vigenza delle regole stabilite dalla Ordinanza 3724.
Si segnala il problematico coordinamento delle nuove norme con le disposizioni già vigenti, con ripercussioni su tutte le Amministrazioni Pubbliche, oltre che sul mondo delle professioni e dell'imprenditoria.
Naturalmente, per i cittadini, ripercussioni non ce ne sono.
Si segnala inoltre che la nuova normativa tecnica sulle costruzioni in zona sismica dovrebbe rientrare nel Testo Unico della Normativa Tecnica delle Costruzioni in via di predisposizione dal Ministero delle Infrastrutture, e il cui lavoro andrà ricondotto nell'ambito della Conferenza Unificata Stato-Regioni. Ma c'è anche il Gruppo di lavoro predisposto dalla Protezione Civile, il che crea problemi di ambiguità e attribuzione dei ruoli, arrivando a definire un ruolo subordinato delle Regioni, in questa materia.
Regioni, Ministero delle Infrastrutture, Protezione Civile: i tre soggetti istituzionali che rivendicano, ciascuno, un ruolo preminente.
Infine, la Lettera, fa presente che anche la classificazione sismica del Territorio è in realtà tutta da definire, perchè alla Protezione Civile spetterebbe il compito di fare una proposta che individui criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche, cui dovrebbero seguire i pareri di una serie di soggetti, tra cui la Conferenza Unificata, prima della formale approvazione governativa.
Mancano 1902 giorni.

Ad aprile del 2004 l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia pubblica la mappa di pericolosità sismica prevista dall'Ordinanza 3724. L'Aquila è di color viola. Di più pericoloso, in Italia, ci sono solo due piccole zone color blu, una nell'Appennino calabrese, l'altra nel sud della Sicilia.

L’ 8 luglio 2004 viene pubblicata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3362. E’ istituito un Fondo straordinario per intervenire sul rischio sismico, e, per gli anni 2004 e 2005, si stabilisce che ci sono disponibilità di 67,5 milioni di euro per interventi di competenza delle Regioni, e 32,5 milioni di euro, sempre per gli anni 2004 e 2005 per interventi di competenza statale.
Ma, con questa Ordinanza, si stabiliscono i fondi disponibili per il solo 2004. Per il 2005, si provvederà secondo la nuova mappa del rischio sismico in via di definizione.
Le Regioni, per poter usufruire di tali fondi, entro 120 giorni, devono trasmettere al Dipartimento della Protezione Civile un piano degli interventi che intendono realizzare. Anche cercandosi qualunque altra fonte finanziaria disponibile. Chi non si muove nei tempi previsti, può vedere la propria quota di risorse assegnata ad altri.
All’Abruzzo, l’Ordinanza assegna 2. 287. 573 euro.
Mancano 1798 giorni.

La Regione Abruzzo, Direzione LL.PP. e Protezione Civile, in attuazione di quanto previsto dall'Ordinanza  3362/2004  ha elaborato il Primo Programma Regionale per le Verifiche Tecniche. Il Programma, approvato con delibera della Giunta Regionale n. 194 del 28 febbraio 2005 e integrato con le modifiche previste dalla D.G.R.A n. 792 del 17 luglio 2006, prevede l'esecuzione di verifiche tecniche su 254 edifici strategici e rilevanti e su 25 ponti. Ma, per garantire trasparenza nelle modalità di individuazione dei tecnici incaricati delle verifiche, dobbiamo attendere la pubblicazione di una procedura di evidenza pubblica sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo del 13 settembre 2006.  La Delibera di Giunta è emanata 235 giorni dopo questa Ordinanza, la si integra 739 giorni dopo  e l’individuazione dei tecnici cui affidare le verifiche, è normata 797 giorni dopo, non entro i 120 giorni previsti dall’Ordinanza.

Il 13 settembre del 2004 il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, scrive a Giorgio De Matteis, nella sua qualità di Assessore alla Protezione Civile dell’Abruzzo, capofila in materia per le Regioni italiane. In vista dell’entrata in vigore il 9 novembre del 2004 delle nuove Norme Tecniche, chiede che venga convocato un Tavolo Tecnico per il 21 settembre, premurandosi però di chiarire che la nuova Normativa Tecnica per le costruzioni in zona sismica ha un carattere transitorio, visto che nel frattempo, il Governo ha emanato una nuova Legge che prevede una normativa organica in materia di costruzioni in zona sismica e sulla quale il Presidente della Conferenza delle Regioni, Ghigo presidente del Piemonte è intervenuto con una pesante lettera ai Capigruppo del Parlamento rivendicando le competenze regionali in materia.
Mancano 1731 giorni.
E le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni in zona sismica sono diventate una disciplina transitoria, in vista di una normativa organica, oggetto di studio di due Gruppi di Lavoro, con le Regioni che chiedono sia chiara la propria parte.

Il 22 settembre 2009, Giorgio De Matteis scrive invece a tutte le Regioni, e per conoscenza a Bertolaso, convocando per il 28 settembre successivo, una riunione tecnico-politica, delle sole Regioni , che deve avere il compito di discutere gli elaborati tecnico-normativi trasmessi dalla Protezione Civile, delle cui posizioni si “prende atto”, anche alla luce della nuova Legge del Governo, la numero 186 del 27/7/2004, che prevede un Testo Unico sulla Normativa Tecnica per le costruzioni in zona sismica.
Mancano 1722 giorni.

La riunione, poi, si svolge il 28 settembre, anche alla presenza della Protezione Civile, che assicura una proroga alla scadenza del 9 novembre per l’entrata in vigore delle norme dell’Ordinanza 3724, così come richiesto dal mondo professionale.  De Matteis chiede una proroga, tutti chiedono una proroga, finendo con il considerare l’Ordinanza come provvisoria in attesa del Testo Unico.

E, il 18 ottobre 2004, Giorgio De Matteis scrive a tutte le Regioni, e per conoscenza alla Protezione Civile, che è emersa la necessità di costituire un Tavolo Tecnico Ristretto delle Regioni che proceda all’esame tecnico istruttorio delle nuove Normative Tecniche proposte dalla Protezione Civile, formulando osservazioni e suggerimenti, che saranno poi sottoposti al Tavolo Tecnico di tutte le Regioni e Province Autonome per l’opportuna condivisione che consentirà di trasmettere il tutto alla Commissione che la Protezione Civile aveva costituito per la revisione delle norme dell’Ordinanza 3724. La Protezione Civile chiede che questa trasmissione avvenga entro il 15 novembre. Ma, Bertolaso, con la sua lettera all’Abruzzo del 13 settembre, non aveva detto che la nuova normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica sarebbe entrata in vigore il 9 novembre ?
Mancano 1696 giorni.

Il giorno dopo, il 19 ottobre 2004, Giorgio De Matteis scrive nuovamente a tutte le Regioni alla Protezione Civile, dando conto di una riunione tenuta il 26 luglio tra le Regioni per valutare la nuova mappa di pericolosità sismica proposta dall’INGV. Questa riunione si era tenuta su sollecitazione all’Abruzzo da parte della Protezione Civile.
Nella riunione, la Protezione Civile sostiene che il quadro normativo non presenta alcuna ambiguità, e che la mappa della nuova pericolosità sismica proposta dall’INGV è uno studio di altissima qualità, rafforzato da numerosi confronti con altre autorità straniere e con la comunità scientifica.
La Protezione Civile è fermamente intenzionata a dare attuazione all’Ordinanza 3724 ed è quindi vicina all’emanazione di un provvedimento organico, sia sulla pericolosità sismica, che sulle norme tecniche di costruzione. Intervengono tutte le Regioni, e l’Assessore De Matteis sintetizza, alla fine della riunione, che le Regioni sono disponibili a tutti gli approfondimenti tecnici, ma che lo Stato deve fare chiarezza sulle contraddizioni e conflittualità istituzionali emerse, e che per quel che riguarda la mappa di pericolosità sismica elaborata dall’INGV, se ne deve discutere in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni.

Finalmente, arriva il 5 novembre 2004, e viene pubblicata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri numero 3379, con la quale è prorogata la possibilità di continuare a progettare e costruire, con le vecchie mappe sismiche, e con la vecchia normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica, fino a marzo del 2005.
Mancano 1679 giorni.

Il 17 dicembre 2004, l’Assessore De Matteis dà conto, in una lettera inviata a Bertolaso e a tutti i Presidenti di Regione,  del lavoro elaborato dal Tavolo Tecnico ristretto, e giustifica il ritardo con cui si trasmette questo lavoro svolto, data la sua alta complessità. Nella sostanza, si chiede alla Protezione Civile di non emanare nuove Norme Tecniche per le costruzioni in zona sismica, ma di accogliere il contenuto delle Osservazioni delle Regioni, per poi compiere un ulteriore passaggio nella Conferenza Unificata Stato-Regioni per le opportune valutazioni di merito e istituzionali.
Nelle Osservazioni sulla normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica, si legge che, per gli edifici esistenti, assume grande rilievo il rapporto costi/benefici, ed è necessario avere tempo, per esplorare una serie di esempi numerici che mettano a confronto  i risultati ottenibili con la vecchia normativa e quelli con la normativa proposta, sia in termini di rischio, sia in termini di costi. E si chiede di differire l’entrata in vigore della normativa, sino ad una sua completa e profonda revisione.
Anche perché, è evidente, che negli edifici esistenti, non ci abita nessuno.
Mancano 1637 giorni.

A questo punto, il 18 gennaio 2005, la Protezione Civile, con una Lettera  di Guido Bertolaso inviata a Giorgio De Matteis e all’Architetto D’Ascanio, dichiara che il Gruppo di lavoro incaricato di aggiornare la normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica  prevista nell’Ordinanza 3274/2003, accoglie tutte le Osservazioni delle Regioni, le integra con quanto già predisposto dalla Protezione Civile, ed è pronta ad emanare una nuova Ordinanza, che prende atto delle osservazioni delle Regioni e renda definitive le norme.
Mancano 1605 giorni.

Ma le Regioni, non ci stanno, e il Tavolo Tecnico riunito presso la sede della Regione Abruzzo a Roma, fa sapere, il 2 febbraio 2005, che nessuna nuova Ordinanza può essere emanata, senza il parere della Conferenza Stato-Regioni, peraltro, si fa osservare che nella proposta di nuova Ordinanza illustrata dalla Protezione Civile, sono numerosi gli elementi di merito, di metodo, e di principio, insoddisfacenti, e si auspica la convocazione di un Tavolo Tecnico che metta insieme Ministeri, Regioni ed Enti Locali.
Il giorno dopo, è la Conferenza delle Regioni, a chiedere ufficialmente quanto già anticipato dal tavolo Tecnico delle Regioni.
Mancano 1590 giorni.

Bertolaso, a questo punto, il giorno dopo, 3 febbraio 2005, coglie l’occasione di un quesito inviato da Confindustria alla Protezione Civile nel dicembre del 2004, per affermare con una Lettera di risposta,  che la proroga dell’entrata in vigore delle nuove norme tecniche di costruzione al marzo del 2005, non riguarda invece la classificazione dei Comuni nelle nuove zone sismiche, che entrerà invece ufficialmente in vigore quando le Regioni decideranno di adottare gli opportuni provvedimenti in merito.
Bertolaso così, scarica sulle Regioni la responsabilità di una insanabile contraddizione: il mese dopo dovrebbero entrare in vigore nuove norme tecniche di progettazione e costruzione, che le Regioni contestano, che il Ministero delle Infrastrutture vuole ricomprendere in un Testo Unico, legate ad una classificazione sismica del Territorio, frutto di un importante lavoro scientifico dell’INGV, anch’essa contestata dalle Regioni, da cui dipende comunque inserire i singoli Comuni in una zona di pericolosità sismica, piuttosto che in un’altra.

Intanto, il 29 marzo 2005, con Delibera 438 della Giunta Regionale abruzzese, viene recepito il lavoro dell’INGV sulla classificazione sismica del Territorio. L’Aquila è nella zona sismica 2.
Mancano 1535 giorni.

E, una nuova Ordinanza, la numero 3341 del 3 maggio 2005, proroga di ulteriori tre mesi l’entrata in vigore delle nuove norme tecniche per la progettazione e costruzione in zone sismiche. L’entrata in vigore sarà poi prorogata con Ordinanza del 13/10/2005 al 23 ottobre 2005, per saldarsi con l’entrata in vigore del Decreto del Ministero delle Infrastrutture, di concerto con il Ministero dell’Interno e con il Dipartimento della Protezione Civile del 14 settembre 2005, recante approvazione delle “ Norme Tecniche per le Costruzioni”.

Il primo dicembre 2005 si svolge a Roma un Convegno sulle Norme Tecniche per la Costruzione, uno dei relatori è Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. ( Intenzionalmente scrivo presidente con l’iniziale minuscola ).
Il Testo Unico, magnificato come una riforma storica,  è pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo meno di due anni di lavoro, del Gruppo di lavoro, che doveva concludere i propri lavori entro il 30/6/2004. Il nuovo Testo Unico sarà accompagnato da un Gruppo di monitoraggio che verifichi l’applicabilità delle norme, immediatamente operative, per raggiungere l’obiettivo della sicurezza delle costruzioni ai fini della pubblica incolumità e della conservazione delle costruzioni. Non una parola per costruire strumenti di intervento seri sul patrimonio edilizio esistente.
Mancano 1289 giorni.

Ma, il 28 febbraio 2006, è lo stesso Angelo Balducci, ad istituire un Gruppo di Lavoro che ha l’obiettivo di costruire una proposta di aggiornamento riguardante i criteri di classificazione sismica del Territorio e di verificare la compatibilità tra il Testo Unico sulle Norme Tecniche per le Costruzioni, e l’Ordinanza 3274/2003. Del Gruppo di lavoro fanno parte, tra gli altri il Dottor Giovanni Guglielmi, ex provveditore alle Opere Pubbliche per l’Abruzzo, intercettato durante alcune inchieste della Procura della Repubblica de L’Aquila, il Professor Franco Braga, attuale Sottosegretario alle Politiche Agricole nel Governo Monti, il Professor Gian Michele Calvi della Fondazione Eucentre.
Mancano 1200 giorni.

Il 18 aprile 2006, il Servizio Previsione e Prevenzione dei Rischi della regione Abruzzo, fa il punto sulla situazione della Nuova Normativa Tecnica per le Costruzioni, forse anche a beneficio della nuova Giunta Regionale nel frattempo eletta.
Vi è una  ricostruzione storica dell’iter normativo; la sottolineatura che il nuovo Testo sulle norme Tecniche per le Costruzioni avrà un periodo transitorio di 18 mesi fino al 25 maggio 2007, durante il quale potrà essere utilizzata la previgente normativa. Si rileva inoltre che nel marzo 2006 il Ministero delle Infrastrutture ha presentato la nuova mappa di pericolosità sismica del Territorio, proposta dall’INGV nel 2004, e che le Regioni avranno un anno di tempo per procedere alla nuova classificazione sismica dei Comuni. Fermo restando, che, per le Regioni, continuano ad esservi aspetti di metodo e di merito sulla normativa che richiedono chiarimenti e interventi nella sede della Conferenza Unificata Stato Regioni.
La preoccupazione è tutta per i progettisti, i costruttori, e le possibilità di controllo delle Regioni. I cittadini non sono mai citati.

Il 28 aprile 2006 viene pubblicata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3519. Sono approvati i criteri generali e la mappa di pericolosità sismica del Territorio. Il Gruppo di Lavoro, istituito da Angelo Balducci come presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha il compito, entro la fase di transizione per l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni, di armonizzare le norme con la classificazione sismica. L’Aquila è inserita, graficamente, nella zona di massima pericolosità.
Mancano 1141 giorni.

Il 12 luglio del 2006, la Conferenza delle Regioni torna sull’argomento delle Norme Tecniche, connesse con la classificazione sismica: chiede di poter consentire anche alla Pubblica Amministrazione di progettare e costruire entro il periodo di transitorietà della vigenza della norma, secondo le vecchie regole, anche per progetti già approvati, e non solo per opere iniziate; e per questo si propongono emendamenti al testo normativo; e, inoltre, afferma una questione assolutamente vera: per effettuare i controlli necessari, le Regioni non hanno né il personale, né le risorse finanziarie sufficienti.
Mancano 1066 giorni.

Il regime transitorio per l’operatività delle norme tecniche per le costruzioni, viene prorogato dal Governo una prima volta  fino al 31 dicembre del 2007, dalla Legge Finanziaria del 2006, poi, viene prorogato al 30 giugno 2009 con l’approvazione in Legge del Decreto Milleproroghe del 2007 e con il Decreto Milleproroghe del 28 febbraio 2008, il periodo transitorio per l’operatività delle norme tecniche per le costruzioni viene prorogato a giugno del 2010.
Al Governo vi era il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, prima, e il Presidente del Consiglio Romano Prodi poi.
Il 28 febbraio del 2008, mancano 470 giorni.

Il 6 aprile del 2009 alle 3 e 32 del mattino sono finiti i giorni.

Questa è la storia di uno Stato che mangia sé stesso e ignora i suoi Cittadini e il bene comune.
Questa è la storia in cui i diversi Apparati, e le diverse Istituzioni dello Stato sono in guerra tra loro per ragioni di potere e di consorteria, senza guardare al pubblico interesse.
Questa è la storia in cui le persone, che ricoprono incarichi dirigenziali nella Pubblica Amministrazione, o incarichi politici elettivi, prestano troppo orecchio a interessi economici forti e consolidati del Paese, e trovano il modo, attraverso le cariche che esercitano, di accrescere il proprio potere e la propria ricchezza, secondo una logica di guerra per bande, ammantata di preoccupazioni istituzionali e di equilibri normativi, che sono talvolta reali, ma di cui possiamo leggere la strumentalità verso altri fini nel corso del tempo.
Questa è la storia in cui le persone che ricoprono incarichi dirigenziali nella Pubblica Amministrazione, o cariche elettive nelle Istituzioni, quanto meno, esercitano la propria funzione con troppa lentezza, con troppa inerzia, con poca responsabilità generale, ma di questo ci accorgiamo solo dopo, perché nell’esercizio del potere, in questo Paese, troppo spesso, questa è la normalità.

E questa è anche la mia storia, che in questi 2350 giorni, che separano il 31 ottobre del 2002 dal 6 aprile del 2009, ho pensato ad altro, magari di importante, ma non mi sono accorto che un intero sistema non era capace di proteggere me, la mia famiglia, i miei amici, la mia città.

E di questo, mi scuso. E questo è il mio piccolo tentativo di ricordare così, le Vittime del Terremoto de L’Aquila, Vittime anche della banalità del potere.

venerdì 30 marzo 2012

Voto di scambio


Non si finisce mai di imparare. Davvero. 

Come è ormai arcinoto ho deciso di candidarmi per una delle liste civiche a sostegno di Ettore di Cesare Sindaco. Ma non è di questo che voglio parlare. A pochi giorni dalla presentazione delle liste vi racconto qualcosa, per condividere con voi tutto ciò che in questi giorni ho visto e sentito.


Come saprete ciascuna lista può avere un numero massimo di candidati pari a 32. E’ ovvio, quindi, che ci siamo  dati da fare a cercare persone motivate, oneste, competenti che possano dar  forza alla coalizione. E sinceramente ci siamo riusciti. 
Però il percorso è stato molto difficile, a volte mi ha stremato. Specialmente quando una persona a me assai cara mi ha detto «Non posso candidarmi, non posso espormi. Sai sono senza lavoro e non posso schierarmi per non perdere la possibilità di avere una, seppur remota, possibilità di guadagnare qualcosa. Insomma sono ricattabile, ho paura di esserlo ».
Ed un caro ragazzo, che ci ha appoggiato sin dall’inizio, e che, sempre per ragioni lavorative, ha preferito candidarsi altrove. Un ragazzo, uno come tanti, quelli per i quali vorrei che qualcosa cambiasse. E invece è ancora così: ricatti, clientele, favori, paure, voto si scambio.

Non mi piace, mi sento come un pesce fuor d’acqua in questa miseria, in questo modo medioevale di condurre la “cosa pubblica”. Sento una gran pena dentro di me, pena per questa città, per questa regione, per questa nazione ed oggi, più che mai, sogno un vero e proprio colpo di reni, di tutti coloro che credono che un mondo diverso è non solo possibile, ma molto molto più giusto, onesto, pulito e pieno di opportunità.
E’ ora di finirla con  parrocchie e parrocchiette, è ora di cambiare: di operare onestamente in piena trasparenza, di usare con competenza e onestà i fondi pubblici (pubblici perché sono nostri), di rispondere ai bisogni della comunità con fermezza e lungimiranza, è ora che tutti abbiano voce e pari opportunità, a partire dalle fasce più deboli. Basta con i ricatti, la paura, la vergogna.

Fortunatamente ho conosciuto e collaboro con persone che senza paura, con fierezza, passione, competenza, onestà, spirito di abnegazione, ci mettono la faccia. Per provare il brivido del cambiamento.

In piedi, tutti: siamo aquilani, facciamolo no!

Città Universitaria



Era il 19 ottobre 2009: iniziavano di nuovo le lezioni universitarie a L'Aquila. A soli sei mesi dal sisma. Un vero miracolo.  
Ancora oggi GRAZIE a tutti gli studenti. 
Alla città auguro che sia in grado di accoglierli.  




Che giornata! Oggi 19 ottobre 2009 sin dal primo mattino (ore 5.00) ero molto emozionata ed agitata.
Arrivo a Coppito alle ore 8.20, inizio lezioni ore 9.30. Tutto è diverso: ci sono già tanti ragazzi che camminano intorno alle Facoltà.
Ore 9.00: l’atrio della Facoltà comincia a riempirsi. I miei studenti dello scorso anno sono affettuosissimi e felicissimi. “Finalmente prof. si ricomincia”.
Le aule si riempiono. Le matricole chiedono informazioni sulle ubicazioni delle aule. I sistemi di videoproiezione sono a posto. I termosifoni scaldano a dovere. Vado a salutarli tutti. Le aule sono piene di studenti sorridenti. Ci ringraziano, ci chiedono di andare avanti, ché loro saranno con noi.
Che magnifica giornata! Nell’intervallo tra una lezione e l’altra finalmente si risentono le loro voci esuberanti nei corridoi, si accalcano alle macchinette del caffè, fumano una sigaretta fuori al freddo. E li ho sentiti raccontarsi: “Sono a Teramo, stamattina ho impiegato 2 ore ad arrivare”. “Io sono a Tornimparte, la sera non so che fare”. “Dobbiamo tenere duro, perché qualcosa per noi si farà, ne sono sicuro”. E via così.
Poi arriva la pausa pranzo e finalmente tutti i bar, i supermercati, le panchine, sono pieni, pieni pieni. Anche la libreria, dove i ragazzi scoprono le agevolazioni e allora comprano tutti: non c’è bisogno di fotocopiare, il prezzo del libro è accessibile; segno evidente che prezzi contenuti sono l’unico modo per evitare piraterie e per diffondere la cultura del libro.
Sì aquilani cari, gli studenti sono tornati. Li abbiamo riportati. Con tenacia e spirito di appartenenza, l’Università è qui assieme ai suoi studenti.
Ora tocca anche a qualcun altro far valere i loro diritti. Il diritto primo ad avere alloggi, anche temporanei, come lo devono avere tutti i cittadini di questo territorio. Alloggi per farli stare qui a ricostruire ciò che eravamo, magari anche meglio di ciò che eravamo.
Insomma non un ritorno al passato ma al futuro di questa città.
Sono qui, sono tanti. Sosteniamoli come possiamo. Anche offrendo loro un posto dove dormire per qualche notte.
Forza ragazzi e grazie di tutto!
La vostra prof.
Giusi Pitari

giovedì 29 marzo 2012

La lettera scarlatta



Era il 5 agosto 2009 e mi accingevo a compilare il censimento delle esigenze abitative a L’Aquila. Vivevo in camper.
Perché riporto questa lettera che inviai ai giornali? Perché in quell’occasione io aggregai, al mio nucleo famigliare uno studente, che vive ancora con noi. La vita mi ha riservato, in questa disgrazia, una bellissima esperienza: è proprio vero, mi sono arricchita.


Non è una gran notizia essere classificati “E” e riempire i moduli del censimento! Ho avuto un brivido a via Rocco Carabba sabato scorso: eravamo tutti scarlatti, con la nostra lettera “E”, altri con la zona rossa e poi c’erano anche gli “F”.
E’ giunta l’ora del riscatto: noi possiamo salire nella classifica di questo territorio, possiamo risalire la china e arrivare a riscattare finalmente la nostra città martoriata.
Non possono farlo i concittadini di serie A, B e C, perché sono ancora alle prese con la ristrutturazione, ma per noi si apre una grande possibilità, una grande prova di coraggio e solidarietà. Possiamo chiedere i nostri alloggi “temporanei” ampliando il nostro nucleo familiare, insomma possiamo aggregarci. Già vedo le vostre facce distorcersi, ma lasciatemi finire.
Vi ricordate del mio appello “adotta uno studente fuori sede”? Sembrava impossibile, in pochi hanno case agibili e magari le stanno già condividendo.
E allora riscattiamoci e mostriamo la nostra lettera scarlatta con fierezza.
Nel modulo che dobbiamo riempire noi dalla lettera scarlatta, per la rilevazione dei fabbisogni abitativi, nella pagina “B” alla voce “Altra persona o nucleo familiare aggregato” aggiungiamo il nome di uno studente fuori sede che al 5 aprile risulti residente in una casa classificata, in seguito, “E” o “F” o in zona rossa.
Se siete madri o padri di un ragazzo/a over 18 chiedete a lui/lei, sicuramente ne conoscono almeno uno/a. Aggregatelo al vostro nucleo familiare.
Darete a questa persona una concreta possibilità di tornare a studiare nella nostra città, avrete fatto un gesto grandioso per la rinascita, vi arricchirete e, non ultimo, aumenterete il vostro punteggio nel caso puntiate ai moduli abitativi.
La solidarietà non sono parole. L’Aquila ha bisogno di tutti.
L’Aquila agli aquilani che l’amano davvero



domenica 25 marzo 2012

Madonna Fore


Stamattina sono salita su alla “Crocetta”, ma non ho potuto imboccare la strada per “Madonna Fore”.
Per chi non è aquilano, si tratta di una montagna che sfiora L’Aquila a Nord e di una Chiesetta molto cara agli aquilani. Purtroppo 4 anni e 7 mesi fa, detta montagna ha subito un incendio e da allora nessuno ha fatto nulla per bonificare l’area, a dire la verità non so neanche se c’è un progetto di ripristino, men che meno se sono stati richiesti fondi. Certo è che il terremoto ci ha messo una bella pietra sopra, perché le priorità  sono state altre. La Pineta di San Giuliano (così la chiamiamo) è un luogo di aggregazione per noi aquilani, e ancor di più potrebbe esserlo ora; la città giace immobile, ma gli aquilani ci sono ed hanno bisogno di sentirsi ancora comunità.
Dicevo che, stamane, non ho potuto imboccare la stradina assai più trafficata delle altre perché era sbarrata, con questo cartello in bella vista. 



Sono così salita al convento di San Giuliano e, dopo aver fotografato questo buco



che ci ha lasciato il terremoto, mi sono inerpicata per “Fonte Cacio” in mezzo a fusti carbonizzati. Giunta alla Crocetta, un gentile signore, provvisto di motosega, mi ha detto che si poteva scendere per la Chiesetta di Madonna Fore, e così mi sono incamminata, aiutandolo per strada a tagliare i fusti che, numerosi, sbarrano il sentiero.
«Sa signora, è un’iniziativa che sa tanto di  spot elettorale, ma io sono un volontario, amo questa montagna».
«Ammetterà» rispondo «che è alquanto peculiare che questo stia succedendo proprio ad un mese dalle elezioni».
E gli racconto  della miriade di interventi degli ultimi giorni: dall’annuncio di rotonde, ai guard rail scintillanti, ai cartelli che ci indicano, finalmente, le aree di raccolta in caso di pericolo”, all’inizio dei lavori per l’Auditorium, alle demolizioni….
«E’ che pensano che siamo dei polli e che li voteremo, loro o gli altri, sempre gli stessi!! Io a votare non ci vado».

Mi chiede il nome e si sorprende. Dice di conoscermi, perché ha sentito parlare di me. «Se lei si candidasse signora, assieme a tutte le persone che in questi tre anni hanno cercato, inascoltati, di smuovere le coscienze, vi voterei ad occhi chiusi ».

E c’è qualcuno, ancora, che parla di voto utile, come se votarli fosse utile, come se preferissero che coloro che si sono allontanati dalla politica rimanessero a casa, invece che votare la speranza che qualcosa cambi.

E cambierà, vedrai che cambierà.

lunedì 19 marzo 2012

L'OCSE e i 4 Ministri



OK, ci sono, posso scrivere due parole sulla “due giorni storica” all’Aquila: con l’OCSE e ben quattro ministri. Monti, Barca, Profumo e Cancellieri.
Io li ho vissuti intensamente, tra stupore, rabbia, lacrime e quella sottile speranza che cerco ancora di soffocare, per non rimanere delusa. Aspettiamo i fatti chè le premesse sembrano esserci.
La prima giornata al Ridotto del Teatro è stata una specie di “brainstorming” con i cittadini che, dopo la premessa degli esperti OCSE, sono stati invitati a parlare con l’incipit “la mia priorità, per il futuro di questo territorio è…”. Insomma uno sforzo per proiettarsi nella città futura che l’Ocse immagina intelligente, smart.
E qui c’è stato il primo colpo al cuore: nessuno dei presenti tra coloro che hanno avuto possibilità di parlare, è stato in grado di proiettarsi più in là. Qualcuno ha anche detto che stavamo facendo una brutta figura. Ma non la penso così. Nessuna brutta figura: la comunità aquilana è ancora nel pieno del dramma, questa è la verità.  E proiettarsi nel futuro, quando il presente ci vede ancora senza case, senza sicurezze, neanche quella sismica è impossibile, ancora.

Poi ho ripensato all’ultimo incontro pubblico al Ridotto del Teatro. Il 15 luglio 2010 il Commissario Chiodi annunciava “ Parte il 26 luglio la nuova fase della ricostruzione. Un percorso che aprirà "la stagione del confronto e della partecipazione con i cittadini aquilani" . Quando il convegno annunciato ebbe luogo, proprio al Ridotto del  Teatro, il 26 luglio, ci trovammo davanti un muro di poliziotti che ci impedivano di entrare;  portavo un cartello con su scritto “MAI PIU’ SENZA DI NOI”.
Ma fummo (e siamo stati considerati) estremisti, rompiballe, quando persino i famosi quattro saggi invitavano a rifondare la città con i cittadini.

Il ministro Barca, visibilmente colpito da così tanto dolore, non solo ha accettato un progetto di un “Osservatorio civico e partecipato sulla ricostruzione” ma ha invitato, continuamente, per  due giorni, a praticare forme di partecipazione dei cittadini. 

Così come la trasparenza, da noi invocata e naufragata in siti web dove quando si cerca qualcosa , nessuna ricerca dà risultati univoci; ci si passano giornate intere per arrivare al documento di interesse, perché “open data” è una "locuzione" intraducibile per molti.
Per non dire del resto: città intelligente, eco-sostenibilità, eco- turismo. Argomenti affrontati con tanto di progetto da professionisti e semplici cittadini e declinati, invece dagli altri, con ski-dome, gettate di cemento….
Ecco, un sentimento che non so descrivere mi prende la gola se ancora penso a chi urlava contro le  riunioni in Piazza Duomo (ed ora è anche candidato Sindaco), o sequestrava  carriole, a chi ancora accusa questi cittadini di aver rovinato la città.

Io spero che questi cittadini possano governarla la città!
www.appelloperlaquila.org